Il prelievo dell’intero saldo sul conto cointestato, implica accettazione tacita dell’eredità?

a cura dell’Avvocato Francesco Frigieri

Dipende.

Molto spesso capita, a fronte di una cointestazione di conti, che soltanto uno sia il titolare effettivo della provvista, per cui se preleva l’intero saldo, dopo la morte del cointestatario, non può considerarsi erede pure e semplice, se dimostra di essere il proprietario esclusivo di dette somme.

La pronuncia si riferisce ad un caso particolare, anche se molto frequente,  nel quale non era in discussione la titolarità esclusiva della provvista in capo al cointestatario superstite, per cui il prelievo di dette somme non è stato ritenuto accettazione tacita dell’eredità.

La Cassazione, infatti, con l’ordinanza 4320/2020 prende posizione sulla natura di un prelievo di tutta la somma su un deposito di un conto cointestato, successivo al decesso del cointestatario, precisando che Il disporre di somme sul conto corrente bancario intestato a più persone, anche aventi facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, sono regolati non dall’art. 1854 cod. civ., riguardante i rapporti con la banca, bensì dal secondo comma dell’art. 1298 cod. civ., in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente.

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