Locazioni immobili: ulteriore proroga del credito di imposta per il mese di giugno

a cura dell’Avvocato Francesco Frigieri

Il decreto agosto, all’art.77, comma 1, n.104/2020, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 14.8.2020,  accorda un ulteriore mese (giugno 2020) per il credito di imposta  per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo ed affitto d’azienda. 

la proroga è stata accordata anche alle  imprese turistico-ricettive con attività stagionale il cui arco temporale di possibile fruizione del bonus passa ugualmente da tre a quattro mensilità arrivando fino a luglio 2020. 

Il decreto legge 34/2020 (decreto Rilancio) prevedeva un credito d’imposta pari al 60% (ridotto al 30% in caso di affitto d’azienda) per i canoni di locazione corrisposti e relativi alle sole tre mensilità di marzo, aprile e maggio 2020  per le imprese e professionisti e per quelle di aprile maggio e giugno invece per le attività stagionali. 

Nel primo caso, si estende oggi  fino a giugno, nel secondo a luglio 2020. 

Ulteriore novità, è che con l’articolo 77, lettera a) del decreto 104 vengono inserite anche le strutture termali tra i soggetti beneficiari del credito d’imposta per le locazioni, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi 2019. 

L’agevolazione infatti richiede due presupposti. 

Il primo è dimensionale: come indicato dall’articolo 28, comma 1 del dl 34, il bonus spetta solo ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. 

Il secondo è riconosciuto se  i fruitori abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. 

Il primo presupposto, quello dimensionale,  ha però due eccezioni. 

La prima, ampliata ora anche alle strutture termali, in origine unicamente stabilita per le strutture alberghiere e agrituristiche, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator che, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta 2019 hanno comunque accesso al bonus (ex articolo 28, comma 3 del decreto Rilancio). 

La seconda, inserita in sede di conversione del decreto 34/2020 (articolo 28, comma 3-bis), concessa invece alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, per le quali non è previsto il «tetto ricavi» ma che hanno però una percentuale ridotta del credito d’imposta (20% invece del 60%).

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