Nuovi rischi patrimoniali per amministratori, sindaci e revisori

di Alessandro Gallo

Il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Riforma Rordorf)” pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio 2019 cambia significativamente la normativa fallimentare, introducendo il concetto di liquidazione giudiziale al posto del fallimento, ma soprattutto prevedendo procedure di allerta e di composizione assistita della crisi.

L’obiettivo della razionalizzazione della legge fallimentare nasce dalla volontà di semplificare le procedure e anticipare il più possibile l’emersione dell’eventuale crisi per intervenire tempestivamente con le dovute misure correttive responsabilizzando amministratori ed organi di controllo. In particolare, la nuova disciplina prevede procedure di allerta e di prevenzione obbligatorie che spingono le aziende a dotarsi di sistemi per il monitoraggio continuo dei parametri patrimoniali, economici e finanziari, oltre che di sistemi di allerta per segnalare anticipatamente eventuali situazioni di deterioramento aziendale.

La riforma del diritto fallimentare, in particolare, impone a:

  • Imprenditori e organi di amministrazione di dotarsi di strumenti di allerta interna in grado di far emergere tempestivamente eventuali sintomi di crisi per intervenire in anticipo prima che diventi conclamata e, quindi, intervenga una denuncia ad opera dei soggetti abilitati (organi controllo societario, creditori pubblici qualificati). Per gli amministratori che segnalano tempestivamente i primi squilibri sono previste delle misure premiali in caso di liquidazione giudiziale. Per gli amministratori che non segnalano tempestivamente è prevista la responsabilità personale dei crediti sociali in caso di liquidazione a partire dal settembre 2021 (e non più dal 2020 per effetto del Decreto “Cura Italia”).
  • Organi di controllo e vigilanza (collegio sindacale e revisori) di verificare che il consiglio d’amministrazione si sia dotato di un sistema di allerta interno e che venga utilizzato in maniera costante per monitorare la salute aziendale. L’organo di controllo ha anche il compito di attivare tempestivamente la procedura di allerta quando non lo abbiamo fatto imprenditore o amministratori in caso di fondati indizi di crisi, prima nei confronti del consiglio di amministrazione e, nel caso di inerzia di quest’ultimo, dell’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa). Per sindaci e revisori che non segnalano tempestivamente è prevista la responsabilità personale dei crediti sociali in caso di liquidazione.

La riforma Rordorf:

  • si inserisce in un più amplio processo che agevola la proposizione di azioni di responsabilità
  • prospetta nuove ipotesi di responsabilità (c.d. danno meramente patrimoniale)

Gli strumenti di allerta individuati dal CNDC infatti sono solamente indicativi ed espongono il patrimonio personale di imprenditori, amministratori, sindaci e revisori all’aggressione di terzi.

E’ indispensabile quindi che i professionisti di fiducia di queste figure, quali wealth manager, private banker, notai, commercialisti e avvocati, si attivino per sensibilizzare i loro assistiti alla creazione di progetti di protezione preventiva del patrimonio dai nuovi rischi  introdotti con gli articoli 2086, 2475 e 2486 del cc.

Risulterà decisivo il coinvolgimento dei professionisti della pianificazione patrimoniale strategica capaci di individuare nelle differenti situazioni il mix di strumenti di protezione più adatti ai singoli casi. Perchè come ci ricorda Leonardo di ser Piero da Vinci “la sapienza è figliola della sperienza.”

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