TEMPI LUNGHI PER IL NUOVO GOVERNO – L’avanzata dell’estrema destra populista e anti-sistema in Germania e il calo della sinistra di Spd mette Angela Merkel in una posizione delicata, nonostante la scontata vittoria della Cdu-Csu nelle elezioni politiche di ieri. Secondo Ubs, la necessità di dare vita a una coalizione “Giamaica” coi liberali di Fdp e i Verdi potrebbe richiedere trattative complesse per almeno 3-6 mesi e dunque portare a un nuovo governo Merkel solo nel primo trimestre del prossimo anno.

IMPATTO SUI MERCATI MINIMO A MEDIO TERMINE – Di parere analogo anche State Street, i cui esperti un “effettivo impatto sui mercati” che a medio termine potrebbe risultare “minimo”, ma vedono comunque in crescita il rischio politico in Europa rispetto a quanto si poteva prevedere la scorsa settimana e parlano del rischio che la futura coalizione che governerà la Germania “difficilmente riuscirà ad agire con rapidità o a mantenere quella stabilità che ha sempre contraddistinto la Germania”, aggiungendo che “questa non è stata una buona serata né per Merkel né per Macron”.

PER SCHAUBLE UN RUOLO IN EUROPA – In definitiva l’esito tedesco non sconvolge gli scenari in essere ma potrebbe rallentare il processo di integrazione europea e apre interrogativi circa i futuri assetti istituzionali del vecchio continente, con Wolfgang Schauble che, secondo Ubs, potrebbe succedere a Jean-Claude Junker dal 2019 alla presidenza della Commissione Ue, mentre Jeroen Dijsselbloem dovrebbe lasciare la guida dell’Eurogruppo appena si sarà formato il nuovo governo olandese, probabilmente entro fine anno, cosa che offrirebbe un’ulteriore possibilità per il ministro delle Finanze tedesco, che da tempo ambisce a una carica europea.

SCENARIO PIU’ FAVOREVOLE AGLI INVESTITORI? – In questo caso la Germania (che già detiene la presidenza dell’Esm) non dovrebbe poter ottenere anche la guida della Bce e dunque a Mario Draghi, nel 2019, succederebbe un presidente non tedesco. Un quadro nel complesso più “favorevole agli investitori” perché con Schauble alla guida della Commissione Ue o dell’Eurogruppo (o anche nominato “ministro delle Finanze dell’Eurozona”) si avrebbe una maggiore disciplina fiscale dei paesi membri di Eurolandia e la Bce potrebbe mantenere più a lungo le sue misure a sostegno dell’economia.

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Germania: dalle urne più incertezze, ma sui mercati…